Quando si parla di esproprio per pubblica utilità, circolano molte convinzioni che vengono date per scontate.
Alcune nascono da esperienze raccontate, altre da informazioni parziali o da una comprensione incompleta della procedura.
Il risultato è che molti proprietari affrontano l’esproprio partendo da presupposti sbagliati, che possono influenzare negativamente le loro decisioni.
In questo articolo analizziamo i miti più diffusi sugli espropri, distinguendo ciò che è previsto dalla normativa da ciò che, nella pratica, è spesso frainteso.
Mito n.1 – “Contro l’esproprio non si può fare nulla”
È una delle convinzioni più comuni.
In realtà, l’esproprio per pubblica utilità è una procedura regolata, che prevede passaggi, comunicazioni e possibilità di intervento da parte del proprietario.
Questo non significa che l’esproprio possa sempre essere evitato, ma che il proprietario:
- può partecipare al procedimento
- può presentare osservazioni
- può tutelare i propri interessi nelle fasi previste
Il mito nasce dal fatto che molti si attivano solo alla fine, quando il margine di intervento è più limitato.
Mito n.2 – “L’indennità è fissa e non modificabile”
Un altro mito molto diffuso riguarda l’indennità di esproprio, spesso percepita come un importo già deciso e non discutibile.
In realtà, l’indennità:
- viene determinata attraverso un percorso
- si basa su criteri tecnici e valutativi
- può essere oggetto di confronto nei modi e nei tempi previsti
Il problema non è l’impossibilità di intervenire, ma la difficoltà di comprendere come quella cifra venga costruita.
Mito n.3 – “Conviene aspettare la proposta finale e poi valutare”
Molti proprietari ritengono che la scelta migliore sia attendere la proposta di indennità e solo dopo decidere come muoversi.
In realtà, le prime fasi dell’esproprio sono spesso quelle più rilevanti, perché:
- vengono impostati i criteri di valutazione
- si definisce l’inquadramento del bene
- si costruisce il contesto tecnico del procedimento
Intervenire solo alla fine significa spesso confrontarsi con decisioni già consolidate.
Mito n.4 – “L’esproprio riguarda solo il terreno o l’immobile”
L’esproprio viene spesso visto come una questione esclusivamente immobiliare.
In realtà, può avere impatti più ampi, ad esempio su:
- attività economiche collegate
- accessi, funzionalità e utilizzo del bene
- valore complessivo della proprietà
Limitarsi a considerare solo il bene in sé può portare a sottovalutare conseguenze rilevanti.
Mito n.5 – “La consulenza serve solo se si va in giudizio”
Un altro equivoco frequente è pensare che la consulenza sugli espropri sia utile solo in caso di contenzioso.
In realtà, il supporto tecnico è particolarmente efficace nelle fasi precedenti, quando:
- il procedimento è ancora in evoluzione
- le valutazioni non sono definitive
- il proprietario può agire in modo più consapevole
La consulenza non serve solo a contestare, ma a leggere correttamente il processo.
Perché i falsi miti sugli espropri sono così diffusi
Gli espropri sono procedure complesse, che molti proprietari affrontano una sola volta nella vita.
La mancanza di familiarità con il procedimento favorisce la diffusione di semplificazioni e convinzioni errate.
Affrontare un esproprio partendo da miti anziché da informazioni corrette significa spesso prendere decisioni sulla base di presupposti sbagliati.
Esproprio per pubblica utilità: informarsi è una forma di tutela
Conoscere come funziona realmente l’esproprio per pubblica utilità non significa opporsi a priori, ma partecipare in modo consapevole a una procedura che incide sul valore di un bene.
Defynd affianca proprietari e imprese nel percorso di esproprio, offrendo supporto tecnico per superare luoghi comuni e affrontare il procedimento con maggiore consapevolezza.
